WWW.MINOTAURO.IT English version

IMG08 

Arch Pediatr Adolesc Med. 2007 Jun;161(6):546-52.

 CHILDHOOD BULLIES AND VICTIMS AND THEIR RISK OF CRIMINALITY IN LATE ADOLESCENCE: THE FINNISH FROM A BOY TO A MAN STUDY.

 Sourander A, Jensen P, Rönning JA, Elonheimo H, Niemelä S, Helenius H, Kumpulainen K, Piha J, Tamminen T, Moilanen I, Almqvist F.Department of Child and Adolescent Psychiatry, Columbia University, New York, NY, USA.    

Abstract: Studio longitudinale che mira a individuare correlazioni tra il bullismo agito/subito in età infantile e le tendenze criminali giovanili. Il campione comprendeva 2551 ragazzi finlandesi osservati a 8 e poi a 16-20 anni di età attraverso 1) raccolta di informazioni su episodi di bullismo da parenti e insegnanti per quel che concerne l’età infantile 2) raccolta dati nei registri di polizia per quel che riguarda l’epoca adolescenziale. L’8,8% del campione mostra di aver subito o agito atti di bullismo e nel complesso quegli stessi soggetti sono responsabili del 33% di tutti i crimini giovanili compresi nell’intervallo osservato. In particolare la condizione di “bullo abituale” è predittiva di reati occasionali o ripetuti mentre la condizione di “vittima abituale” è predittiva solamente di reati ripetuti. La condizione di bullo/vittima correla con diversi tipi di reato (contro la persona, contro il capitale, alla guida) a seconda del livello di istruzione dei genitori. Tuttavia bulli e vittime abituali, privi di sintomi psicopatologici rilevanti, non hanno un elevato rischio di incorrere in comportamenti illeciti in età successive. In conclusione, il fattore di rischio rappresentato dal bullismo potrebbe essere utilmente controllato attraverso uno screening psicologico dei baby-aggressori e delle baby-vittime.     ———————————————————————————– 

J Abnorm Child Psychol. 2007 Apr;35(2):217-28. Epub 2007 Feb 13

 STABILITY IN BULLYING AND VICTIMIZATION AND ITS ASSOCIATION WITH SOCIAL ADJUSTMENT IN CHILDHOOD AND ADOLESCENCE.

Scholte RH, Engels RC, Overbeek G, de Kemp RA, Haselager GJ.Institute of Family and Child Care Studies, University of Nijmegen, The Netherlands   Abstract: Studio olandese dedicato alla verifica del rapporto tra stabilità nel ruolo di bullo/vittima e adattamento sociale in infanzia (11 anni) e adolescenza (14 anni). Il campione era di 189 ragazze e 328 ragazzi osservati all’età di 11 e 14 anni. I soggetti protagonisti di bullismo in entrambe le fasi, erano meno benvoluti da bambini e più aggressivi/distruttivi tanto nella prima fase quanto nella seconda, rispetto a chi aveva agito atti di bullismo solo in una delle due età in oggetto. I bambini bulli/vittime solo a 11 anni, non differivano a 14 dai coetanei che non avevano mai agito/subito episodi di bullismo. I soggetti vittimizzati a 14 anni sono invece paragonabili a quelli vittimizzati sia a 12 che a 14 in termini di benevolenza ricevuta, amicizie, timidezza. La ricerca sottolinea la necessità di distinguere tra ruoli di bullo/vittima stabili e transitori.———————————————————————————–

Indian Pediatr. 2007 Jan;44(1):25-8. 

BULLYING IN SCHOOLS: PREVALENCE AND SHORT-TERM IMPACT.

 Kshirsagar VY, Agarwal R, Bavdekar SB.Department of Pediatrics, Krishna Institute of Medical Sciences, Karad, India    

Abstract: La ricerca studia la distribuzione del fenomeno bullismo nelle scuola e analizza gli effetti in termini di sintomi comuni a breve termine. Lo strumento usato è un questionario nell’ambito di un’intervista semistrutturata a 500 bambini tra gli 8 e i 12 anni selezionati randomicamente tra le scuole pubbliche indiane di un’area rurale. Il 31,4% dei soggetti riporta episodi di bullismo.Nessuna differenza nella distribuzione del fenomeno tra maschi e femmine, ma pressoché assente nelle scuole a sola frequenza femminile. Le forme più diffuse di bullismo sono verbali ma il 16% degli studenti riferisce di aggressioni fisiche e soltanto il 24% dei genitori dei ragazzi interessati sa delle violenze subite dai figli. La baby-vittima tende a preferire la solitudine e spesso denota paura di andare a scuola e accusa disturbi del sonno e nausea.     ———————————————————————————– 

Arch Gen Psychiatry. 2006 Sep;63(9):1035-41

SCHOOL BULLYING AND YOUTH VIOLENCE: CAUSES OR CONSEQUENCES OF PSYCHOPATHOLOGIC BEHAVIOR?

Kim YS, Leventhal BL, Koh YJ, Hubbard A, Boyce WT.Child Study Center, Yale University School of Medicine, USA   Abstract: Analisi della relazione causale tra bullismo scolastico e comportamenti psicopatologici. Ricerca effettuata in due “middle schools” coreane su 1655 studenti, attraverso definizioni attirbuite dai compagni di classe e 7 sottoscale del Korean Youth Self Report (valore soglia T = 65). Il fenomeno bullismo è stato scomposto in quattro gruppi di appartenenza: vittime, aggressori, vittime-aggressori, nessuno. I risultati evidenziano che i problemi relazionali aumentano il rischio per il soggetto di diventare vittima o vittima-aggressore: rischio che scompare quando le condizioni di base del ragazzo rientrano nella norma. A dieci mesi di distanza, i soggetti che diventano vittime in condizioni relazionali standard manifestano un aumento del rischio di problemi relazionali in seguito, mentre gli aggressori evidenziano un’aumento ulteriore della propria aggressività e i vittime-aggressori all’aumentata aggressività affiancano anche problemi di esternalizzazione. Nonostante le difficoltà nell’individuazione di una corretta sequenza cronologica tra gli eventi, lo studio conclude che comportamenti psicopatologici imperniati sull’aggressività, sulle difficoltà relazionali e sui problemi di esternalizzazione possano essere conseguenza più causa del bullismo. Agire sul bullismo scolastico potrebbe servire come prevenzione per i singoli funzionamenti psichici anomali e per i successivi comportamenti devianti.  ———————————————————————————–

COSA SUCCEDE ALLE “CATTIVE RAGAZZE”?

Titolo in lingua originale:  ”What Happens to “Bad” girls? A Review of adult outcome of antisocial adolescent girls.Pajer, K.A.

Articolo in inglese che si propone una revisione critica dei dati sull’outcome di ragazze con comportamento antisociale, attraverso l’analisi di 20 studi estratti da 5 database disponibili il letteratura sull’argomento. Questa review mostra che il comportamento antisociale femminile ha conseguenze a lungo termine importanti sia a livello individuale che a livello sociale.

American Journal of Psychiatry, 1998, 155: 862-870

Sito web: http://ajp.psychiatryonline.org/cgi/reprint/155/7/862

———————————————————————————–

 PREDITTORI DELLA PERSONALITA’ ANTISOCIALE: dall’infanzia all’età adulta

titolo in lingua originale: “Predictors of antisocial personality. Continuities from childhood to adult life”

 Simonoff E., Elander J., Holmshaw J., Pickles A., Murray R., Rutter M.

Articolo in inglese che mira a esplorare gli effetti indipendenti e in interazione delle caratteristiche dell’infanza su comportamenti persistenti e antisociali nell’età adulta, attraverso uno studio longitudinale su 225 coppie di gemelli valutati durante l’infanzia e in follow up a 10 e 25 anni.

Britis Journal of Psychiatry (2004), 184, 118-127

 sito web: http://bjp.rcpsych.org/cgi/reprint/184/2/118

 ———————————————————————————–

VIOLENZA E SALUTE NEL MONDO

Rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità; © World Health Organization 2002

sito web: http://whqlibdoc.who.int/publications/2002/9241545615_ita.pdf

———————————————————————————–

PROGETTO “ORIZZONTI A COLORI”

Interventi per la prevenzione della devianza e per il reinserimento sociale di minori stranieri sottoposti a procedimento penale. Rapporto Annuale 2005-2006

Save the Children, Italia ONLUS

sito web:

http://www.savethechildren.it/2003/download/pubblicazioni/minorimigranti/orizzonti_a_colori2006.pdf

———————————————————————————–

IMG1