La strage del 14 febbraio alla Northen Illinois University è l’ultimo caso di omicidio di massa (quasi sempre seguiti dal suicidio dell’autore) che avvengono nelle scuole o nelle università, principalmente in America.
Riportiamo di seguito una cronologia di episodi simili, in attesa di pubblicare, nella sezione Documenti, i riferimenti ad alcuni studi internazionali su questa tematica:
- 7 novembre 2007: Strage nel liceo Jokela di Tuusula, in Finlandia, a 50 km dalla capitale Helsinki. Uno studente di 18 anni, Pekka-Eric Euvinen, spara durante una lezione.
- 10 ottobre 2007: Alla SuccessTech Academy, Cleveland, lo studente 14enne Asa Coon si presenta con due pistole in mano.
- 16 aprile 2007: Cho Seung-hui, studente sudcoreano di 23 anni iscritto al Virginia Tech di Blacksburg apre il fuoco alle 7.15 in un dormitorio per studenti, poi due ore più tardi continua nell’istituto di ingegneria.
- 13 settembre 2006: Kimveer Gill, 25 anni, entra armato al Dawson College di Montreal, in Canada.
- 21 marzo 2005: Riserva Indiana di Red Lake, Minnesota: il sedicenne Jeff Weise poi si presenta a scuola e apre il fuoco
- 26 Aprile 2002: Il ginnasiale di Erfurt, Robert Steinhäuser, si dirige armato di revolver verso l’istituto. Spara a tutti quelli che incontra.
- 16 gennaio 2002: Alla Appalachian School of Law, piccola università della Virginia, uno studente spara sul rettore e i compagni.
- 22 marzo 2001: A El Cajon, in California, il diciottenne Jason Hoffman fa fuoco nel suo liceo
- 7 marzo 2001: A Williamsport, Elizabeth Bush, 14 anni, spara ad alcuni suoi compagni di classe alla Bishop Neumann High School, ferendone uno.
- 20 maggio 1999: In Georgia, a Conyers, il quindicenne T.J. Solomon fa fuoco sui suoi compagni di classe ferendone sei. Nessun morto.
- 20 aprile 1999: Eric harris e Dylan Klebod, due studenti della Columbine High School di Denver (Colorado), di 17 e 18 anni, aprono il fuoco e uccidono compagni e insegnanti.
- 16 aprile 1999: A Notus, nell’Idaho, il quindicenne Shawn Cooper spara all’impazzata mancando per un pelo diversi compagni di scuola.
- 21 maggio 1998: A Springfield, Oregon, il quindicenne Kip Kinkel si reca a scuola dove fa fuoco
- 24 marzo 1998: In Arkansas, due cugini di 11 e 13 Sparano sulle compagne di classe
- 1 dicembre 1997: uno studente di 14 anni, Michael Carneal spara nell’atrio della Heath High School a Paducah (Kentucky).
- 1 ottobre 1997: Luke Woodham, 16 anni va a scuola, nel Mississippi dove spara a nove persone;
- 26 settembre 1988; Il 19enne James Wilson, a Greenwood, in South Carolina spara davanti alle elementari della sua città;
- 1 agosto 1966: Charles Whitman si apposta su una torre dell’Università del Texas, ad Austin, e spara sugli studenti.
La maggior parte di questi omicidi viene preceduta da dichiarazioni di intento o da veri e propri comunicati, spesso utilizzando la rete come mezzo di diffusione.
All’indirizzo Web
http://www.giustiziaminorile.it/Statistica/Statistica.html
si trovano i dati e le analisi statistiche riguardanti la Giustizia Minorile. Sono inoltre presenti alcune Convenzioni Internazionali riguardanti minori e alcuni approfondimenti tematici.
Criminalità giovanile, Dipartimento giustizia minorile del ministero della Giustizia
Nel 2006 la presenza media negli Istituti penali per minorenni (Ipm) è stata di 417,6 persone: il 12% in meno rispetto al 2005, un calo dovuto soprattutto all’indulto. Di questi, il 54% erano stranieri (soprattutto romeni, marocchini, serbi) e il 46% italiani, l’89% maschi e l’11% femmine. Al Nord e al Centro gli stranieri sono più numerosi, al Sud lo sono gli italiani.
L’età prevalente è 16-17 anni (nel 51% dei casi) e la maggioranza (il 63%) era in attesa del primo giudizio. Al 31 dicembre 2006 erano detenuti per reati legati alla droga 20 italiani e 38 stranieri, per furto 24 e 50, per rapina 63 e 53, per lesioni 19 e 19, per omicidio 17 e 6, per stupro 2 e 6. In generale i reati contro il patrimonio (furti e rapine) sono più frequenti tra gli stranieri, quelli contro la persona e quelli legati alla droga tra gli italiani.
In particolare, va notato che aumentano tra questi ultimi i fenomeni di bullismo, che ora sono degenerati in atti molto più gravi: violenza privata, lesioni, aggressioni, stupri di gruppo.Molti minori che entrano in contatto con la giustizia minorile fanno uso di droghe, occasionalmente o abitualmente, per lo più di cannabinoidi e cocaina. Il 70% di questi sono italiani. In altre parole i minori italiani denunciati sono il 70% dei denunciati totali ma in carcere sono meno numerosi degli stranieri, cioè finiscono in prigione meno facilmente. Chi ha una famiglia alle spalle e nessun problema di clandestinità ha più possibilità di ricorrere a misure alternative: centri di prima accoglienza o comunità, affidamento ai servizi sociali oppure arresti domiciliari. Infatti il 56% dei ragazzi in comunità è italiano e in otto anni in queste strutture gli ingressi sono aumentati del 128%.
Fonte: San Francisco Chronicle gennaio 2008
«U.S. among harshest for sentencing children»
Daniel Macallair (direttore del Center of Juvenile and Criminal Justice – www.cjcj.org)
Somalia e Stati Uniti hanno in comune un record negativo: sono gli unici due paesi a non aver accolto le indicazioni della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia che bandiscono l’ergastolo come pena comminabile a imputati minorenni. Nel resto del mondo i bambini condannati al carcere a vita sono in tutto dodici: quattro in Sudafrica, uno in Tanzania, sette in Israele. Per contro, i soli USA “vantano” 42 stati che consentono il carcere a vita irreversibile per i minorenni e ben 2270 ragazzi destinati a morire in prigione. 227 sono in California, dove è allo studio una proposta avanzata da alcuni senatori democratici che intendono porre un limite al fenomeno. Secondo Human Rights Watch il 26% dei baby-ergastolani negli USA è stato condannato secondo l’antica felony murder law che prevede il massimo della pena detentiva anche per chi ha partecipato soltanto marginalmente a un delitto.
Convenzione ONU sui Diritti per l’Infanzia
Testo italiano sul sito UNICEF
http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/51
Human Rights Watch, sezione minori
http://hrw.org/doc/?t=children
The rest of their lives
Studio tematico di HRW
http://hrw.org/campaigns/lwop/
Amnesty International, minori
http://www.amnesty.org/en/children