Il Minotauro, in partnership con il Centro Giustizia Minorile della Lombardia e con l’Istituto Centrale di Formazione del Personale di Castiglione delle Stiviere, e finanziato dalla Commissione Europea “Direzione Generale Giustizia, Libertà e Sicurezza” ha avviato il progetto:
I.N.Y.O.A.T - Italian Network for Young Offenders’ Assessment and Treatment (Rete italiana per la valutazione e il trattamento degli adolescenti autori di reato)
Allo scopo di consentire uno studio nazionale sulle buone pratiche di valutazione (es. i bisogni psicologici, il rischio di recidiva) e trattamento degli adolescenti sottoposti a procedimenti penali e diffondere una cultura condivisa della valutazione dell’efficacia riabilitativa dell’intervento penale.
Presto sarà dedicata una sezione del blog dedicata alla descrizione e agli aggiornamenti riguardanti il progetto.
Studenti senza regole - Trasgressività e educazione alla responsabilità a scuola
Il Centro Adolescenza&Giustizia propone diversi interventi di educazione alla responsabilità rivolti a genitori, insegnanti o studenti di scuole medie inferiori e superiori di Milano. Gli interventi si svolgono nelle scuole Le date e gli orari sono da concordare. Tutti gli interventi sono condotti da psicologi di Adolescenza & Giustizia, esperti nei problemi di trasgressività e antisocialità degli adolescenti.
Per visualizzare i deplian, cliccare sulle immagini:

Tutte le attività sono gratuite. L’adesione al progetto non comporta alcun costo per le scuole, perché è realizzato in collaborazione con il Centro per la Giustizia Minorile della Lombardia, grazie ad un finanziamento del Comune di Milano, Fondo L. 285.
Adolescenti senza regole - trasgressività e regolazione educativa
Il Centro Adolescenza&Giustizia propone 6 incontri di gruppo per genitori di preadolescenti e adolescenti, per discutere del modo di affrontare i problemi educativi posti dal comportamento trasgressivo dei figli. Gli incontri quindicinali si terranno dalle ore 18.00 alle 19.30 presso la sede del Minotauro, via Omboni 4, Milano (MM Porta Venezia). Sono previsti gruppi di 10-15 partecipanti, padri e madri di preadolescenti e adolescenti, che vogliono confrontarsi sugli interventi educativi messi in atto con i propri figli con problemi di comportamento trasgressivo di diversa gravità. Gli incontri sono condotti da due psicologi, esperti nei problemi di trasgressività, antisocialità e delinquenza dei preadolescenti e adolescenti. La responsabilità scientifica è del Dr. Alfio Maggiolini.
Per visualizzare il deplian, cliccare sulle immagini:

La partecipazione è gratuita, perché il progetto è realizzato in collaborazione con il Centro per la Giustizia Minorile della Lombardia, grazie ad un finanziamento del Comune di Milano, Fondo L. 285.
Fonte: San Francisco Chronicle gennaio 2008
«U.S. among harshest for sentencing children»
Daniel Macallair (direttore del Center of Juvenile and Criminal Justice – www.cjcj.org)
Somalia e Stati Uniti hanno in comune un record negativo: sono gli unici due paesi a non aver accolto le indicazioni della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia che bandiscono l’ergastolo come pena comminabile a imputati minorenni. Nel resto del mondo i bambini condannati al carcere a vita sono in tutto dodici: quattro in Sudafrica, uno in Tanzania, sette in Israele. Per contro, i soli USA “vantano” 42 stati che consentono il carcere a vita irreversibile per i minorenni e ben 2270 ragazzi destinati a morire in prigione. 227 sono in California, dove è allo studio una proposta avanzata da alcuni senatori democratici che intendono porre un limite al fenomeno. Secondo Human Rights Watch il 26% dei baby-ergastolani negli USA è stato condannato secondo l’antica felony murder law che prevede il massimo della pena detentiva anche per chi ha partecipato soltanto marginalmente a un delitto.
Convenzione ONU sui Diritti per l’Infanzia
Testo italiano sul sito UNICEF
http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/51
Human Rights Watch, sezione minori
http://hrw.org/doc/?t=children
The rest of their lives
Studio tematico di HRW
http://hrw.org/campaigns/lwop/
Amnesty International, minori
http://www.amnesty.org/en/children

Il Progetto GAP , nato nel 2000 a Miami in Collaborazione con il Centro della Giustizia Minorile della Florida si è sviluppato a partire da due dati statistici e una considerazione:
- L’aumento della devianza minorile femminile in Florida (il 25% dei crimini violenti sono commessi da ragazze)
- La specificità della devianza femminile (l’80% delle ragazze che hanno commesso un crimine violento hanno subito abusi fisici e il 70% degli abusi è di tipo sessuale e i reati sono spesso legati alla prostituzione, spaccio ed abuso di droga)
- Indifferenziazione nel trattamento carcerario tra ragazzi e ragazze.
L’intervento, attuato da uno staff di professionisti, è rivolto specificatamente alle ragazze detenute e si struttura in una serie di incontri (Group Talk) tra lo staff del progetto e le ragazze detenute, all’interno dei quali vengono affrontate diverse tematiche: la violenza, l’educazione sessuale, competenze per vivere in modo indipendente, appartenenza alle bande, abuso di alcool e droga, vittimizzazione, autostima etc. Le ragazze, quindi, non solo si confrontano ed elaborano questi temi, ma, anche, scrivono lettere, riflessioni, e poesie, disegni etc, che vengono raccolti in un libro che viene utilizzato come risorsa per incrementare in loro la libertà di espressione ed un senso di supporto comunitario e tra pari. L’obiettivo del progetto consiste nel cercare di far sì che queste ragazze non commettano più reati grazie all’esperienza in questo progetto e, quindi, all’acquisizione di un miglior senso di autostima, maggiori e migliori capacità di coping etc.
Vicki Lopez Lukis “Juvenile delinquency: the role of women and family“, intervento presentato durante il convegno <<phenomena in juvenile delinquency: new penal form>> 6-7 novembre 2007, Siviglia.
Per maggiori informazioni sul progetto consultare il sito: www.gapgirls.org
Questo modello di intervento, che si sviluppa dal modello originario di Redl e Wineman “Life Space Interview (1959), viene utilizzato dagli insegnanti e da altre figure professionali che lavorano con bambini ed adolescenti che agiscono comportamenti aggressivi/devianti.
E’ un modello di intervento multidimensionale che parte dal presupposto che una situazione di crisi, se non adeguatamente affrontata, può alimentare cicli di comportamento ostile e distruttivo mentre, se affrontata in modo corretto, può rappresentare un ‘opportunità preziosa per il ragazzo/bambino per apprendere nuove strategie di pensiero, emotive e di comportamento più adattive e positive.
L’LSCI si pone, quindi, come obiettivo il trasformare le situazioni di conflitto (soprattutto in ambito scolastico) in una positiva esperienza di apprendimento attraverso un intervento che non agisca direttamente sul comportamento ostile ma sulle cause che lo hanno determinato e sulle modalità di pensiero/emozione che sottostanno alla situazione di crisi del ragazzo/bambino.
Questo modello vuole fornire agli insegnanti e alle altre figure professionali che lavorano con bambini/adolescenti aggressivi e devianti nuove ed efficaci strategie di intervento che dovrebbero interrompere il ciclo della crisi e ridurre il comportamento deviante ( incrementare nel ragazzo nuove capacità di coping, individuare il punto di vista del ragazzo, rendere non gratificante un certo comportamento non adattivo, ridurre l’intensità delle emozioni per poi definirle e dar loro un nome etc.)
Marion Loferer ” Teaching and implementing Life Space Crises Intervention (LSCI) in Germany”, intervento presentato nel corso del convegno ” phenomena in juvenile delinquency: new penal form”, 6-7 novembre, Siviglia.
Pe ulteriori informazioni sul modello di intervento consultare il sito: www.Lsci.org
In Olanda, dal 1981, è attivo un programma di intervento per giovani di età compresa tra i 12 e i 18 anni segnalati per atti antisociali di lieve entità. Il programma è chiamato HALT ed è nato nell’ambito del vandalismo e del fenomeno dei graffiti su muro. Dopo una sperimentazione in quest’ambito che prevedeva attività di riparazione o pulizia rivelatasi un successo - i giovani avevano appreso le conseguenze del loro comportamento e in alcuni casi si sentivano responsabili del danno causato - fu proposta un’istituzionalizzazione dell’intervento, nell’autunno del 1981. I criteri che hanno portato alla messa in atto di un sistema di sanzioni più adeguato sono stati i seguenti:
- maggiore probabilità di intervenire sui colpevoli;
- intervalli di tempo brevissimi tra l’atto vandalico e la sanzione;
- relazione intrinseca tra l’atto vandalico e la sanzione;
- approccio non giudicante e stigmatizzante nei confronti del comportamento e del ragazzo.
L’intervento HALT viene offerto sotto strette condizioni: deve essere il primo gesto antisociale nel periodo di età compresa tra i 12-18 anni; i giovani devono ammettere di aver compiuto il gesto, e quest’ultimo deve appartenere a una categoria di gesti antisociali di lieve entità. HALT prevede interventi educativi, alcune ore di lavoro in relazione al gesto compiuto, una riparazione del danno provocato e le scuse alle vittime del gesto. Se tutti questi elementi vanno per il meglio, l’episodio non viene segnalato al Sistema Penale. Nell’ultimo anno un’estesa ricerca che ha coinvolto gruppi sperimentali e di controllo ha messo in luce che HALT non solo è un eccellente intervento in caso di prima azione antisociale, ma può anche ridurre fortemente la recidiva per giovani segnalati dopo molte azioni illegali.
per maggiori informazioni: “Halt: An alternative intervention for light-delinquent juveniles in the Netherlands” ; Dr. Albert R. Hauber, presentato nel corso del convegno “Phenomena in juvenile delinquency: ner penal form” - Siviglia, 6-7 novembre 2007